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                            "Andiamo al cinema ?" Una richiesta che ci viene spesso fatta.   

 Un film di avventure nello spazio      

 od un film d'amore   ?

Come orientarsi tra le molteplici proiezioni a disposizione ?

Volete divertirvi a girare un breve film ?

 Quali gli accorgimenti base ?

Con il proprio gusto, magari affidandosi ad E-xplicity !

   Dall' 11 giugno 2003 E-XPLICITY ospita articoli, reportage, notizie ed anticipazioni sul mondo del cinema di un caro amico, Leo. Ecco, corredati da interessanti ed ultimissime notizie. Ne apprezzerete lo stile e la ricchezza delle informazioni esposte.

Prima o dopo il film la lettura piacevole delle nostre critiche cinematografiche ..........     

                    

Ultimissima: un film in controtendenza, THANK YOU FOR SMOKING, coraggioso perchè affronta il tema del fumo dalla parte dei bistrattati fumatori.

Questo è il sito per saperne di più sul film:          http://www.luckyred.it/minisiti/thankyouforsmoking/

 

domenica 24 settembre 2006

(in coda alla recensione il link al sito ufficiale del film)

                                  SLEVIN - patto criminale

 

La domanda che nasce spontanea dopo la visione di questo film è la seguente:

ma il regista ci va mai al cinema?

Perché l’unico vero colpo di scena del film è che non c’è nessun colpo di scena, malgrado lui e lo sceneggiatore siano convinti del contrario.

Ovviamente, visto che ci spenderete dei soldi per vederlo, non sto a raccontarvi di cosa sto parlando, quanto della delusione provata nello fare una scoperta sconcertante. Immaginatevi di essere al primo minuto di film e di esservi fatti un’idea precisa del film, poi la storia prosegue e sembra non cambiare mai direzione, mentre voi vi aspettate che il regista tiri fuori il coniglio dal cilindro. Ma arrivate alla fine e l’unica cosa che vi viene da dire e: ma questo lo sapevo già.

Il vero problema è che in questi anni è nata l’insana voglia di fare film con colpo di scena finale, perché ehi, lo hanno fatto con i soliti sospetti, fight club, il sesto senso, anch’io voglio farne uno.

Ma se si prova a fare un film strutturato per esplodere sul finale e poi l’esplosione non arriva, beh, si ha come l’impressione di avere visto il film di diploma di un neo-regista.

Perché, caro Paul Mcguigan, me lo hai già detto all’inizio cosa c’è dietro, ergo dovrei poi sorprendermi? Di cosa?

Il film è poi afflitto da una compiaciuta immagine videoclippata, montaggi estemporanei che servono a non nascondere eventi, scenografia che sembrano uscite dalla pubblicità di un profumo.

Ancora più ovviamente, tutti gli attori sono bravi, anzi bravissimi. Ma quando prendi nomi come Morgan Freeman, Ben Kingsley, Bruce Willis, Stanley Tucci e la splendida Lucy Liu, non è che corri grandi rischi. Ma la storia dov’è? È tutta nella prima scena.

Tutto il resto lo avete già visto. È vero, ci sono due giochetti sul finale, ma non sono molto più di questo.

Voto 6

Sito ufficiale, italiano: http://www.slevinpattocriminale.it/

 

                                                  Domino

Rispetto al film precedente questo ha un grande caratteristica: è sporco. È così sporco che alla fine vorrete andare a casa a farvi una doccia, così sporco che vi aspettate che il mondo fuori dal cinema sia esattamente uguale a come lo avete visto sullo schermo: virato in acido, pieno di pazzi ed autodistruttivo.

La storia è semplice e malsana: una ragazza, realmente esistita, che aveva tutto,compreso un gran desiderio di autodistruggersi. Non è cattiva domino, ma non appartiene a questo mondo. Così lascia gli agi da figlia di un attore famoso e si mette a fare la cacciatrice di taglie. Incontra un mickey rourke davvero grande ed imponente e crea una delle famiglie più allucinate del cinema, ma che in qualche modo assurdo, funziona. Ma tutte le famiglie hanno una mela marcia ed il disastro è dietro l’angolo.

Domino non è un film facile, è stremo in tutto ed il montaggio, vorticoso e virtuosistico, possono dare anche un gran mal di testa. Ma è la rappresentazione del mondo e della mente di Domino e non poteva essere altrimenti.

Grandi attori, conosciuti e non, ed una incredibile keira knightley ci immergono in un mondo fatto di fango dai colori irreali, la cui unica uscita e l’inferno.

E nei titoli di coda, fatti solo con i nomi degli attori (keira, mickey, christopher), scopriamo anche il sorriso triste della vera domino, morta poco prima della fine delle riprese. Ma in cuor nostro speriamo che, come la sua controparte filmica, abbia trovato un po’ di pace.

Da vedere, anche se non per tutti

Voto 8

Sito ufficiale: http://www.dominomovie.com/

 

 

 

sabato 3 giugno 2006

              I film in uscita a giugno luglio ed agosto

 

Eccovi una selezione dei film che usciranno nei prossimi mesi, come indicato anche dal mitico cinema Arcadia di Melzo (02/95416445)

 1 GIUGNO

 POSEIDON

Forse siete troppo giovani x ricordarlo, ma negli anni settanta nacque il venerando genere “catastrofico”, il quale aveva sicuramente una trama semplice (qualcosa crolla/esplode/tracima/trema) ma in compenso aveva effetti speciali pazzeschi, per l’epoca.

Una delle pietre miliari del genere fu proprio la storia (fittizia) del Poseidon, mega transatlantico da crociera che, causa tremenda tempesta, si ribaltava, lasciando i sopravvissuti in un mondo ribaltato da cui dovevano trovare l’uscita. In pratica, dovevano raggiungere il fondo della nave, che era diventato il tetto. E x conseguenza l’intera scenografia era sottosopra, provate ad immaginare lampadari sul pavimento porte, scale al rovescio e discese che diventano salite, aggiungete, crolli, la nave che sta affondando e l’acqua che travolge i corridoi bui ed avrete un’idea precisa del casino in cui si trovano i protagonisti.

Passano gli anni e la warner ne fa un gigantesco remake, che già dai titoli ti fa venire il mal di mare. Inoltre tra i protagonisti possiamo riconoscere kurt russell ed il grande richard dreyfuss, insieme a queljosh lucas che inseguiva l’aereo impazzito in “stealth”.

È un film da vedere decisamente al cinema, altrimenti vi perderete tutto il disastro nello splendore del thx!

http://www2.warnerbros.com/poseidon/

 

CAPPUCCETTO ROSSO E GLI INSOLITI SOSPETTI

Con l’avvento della computer grafica i cosiddetti cartoni animati hanno scoperto che non devono essere x forza melensi o infantili, che si può anche essere cinici ed irriverenti, nonché mostruosamente divertenti! Qui si parte con l’arrivo della polizia della foresta sulla scena del  crimine: la casa della nonna di cappuccetto rosso!

e così avremo l’interrogatorio delle persone coinvolte, cioè cappuccetto rosso, il cacciatore, la nonna, tutti che hanno qualcosa da nascondere, mentre il commissario ranocchio cerca di scoprire quale mistero si nasconda nelle parole dei sospettati. Che sono tutto degli scemi, per la cronaca.

Divertente ed grottesco, appartiene sicuramente alla felice e beffarda famiglia di shrek, x cui se volete ridere della parodia di generi seri, questo film fa per voi!

http://www.hoodwinkedthemovie.com/

 

RV

Una tipica commedia x famiglie diventa una grottesca avventura se messa in mano al regista dei men in black ed a robin williams. Il protagonista parte per le vacanze con un gigantesco camper (RV è il nome che gli danno negli usa) ma, tra la famiglia più disfunzionale ed assurdi compagni di viaggio, la vacanza, come diceva il titolo di un altro film, diventerà una guerra!

Successo a sorpresa negli usa, garantisce un po’ di sano divertimento

http://www.sonypictures.com/movies/rv/

  

RADIO AMERICA

Già definito un brillante capolavoro, questo nuovo film del prolifico robert altman racconta gli eventi dietro le quinte dell’ultima trasmissione (in senso definitivo) di una radio, in un alternarsi di bisticci, gelosie e manie di protagonismo. Come sempre, cast stellare che vede tra gli altri kevin kline e meryl streep ed un altro affresco corale che rappresenta tutte le nostre familiari nevrosi.

Da vedere

http://www.aprairiehomecompanionmovie.com/

  9 GIUGNO 

AMERICAN DREAMZ

Parodia gustosa e sarcastica della mania dei reality show, il film parte dall’ennesima stagione di uno dedicati ad aspiranti cantanti in erba. Solo che il produttore, hugh grant, è diventato un filo nevrotico e vuole cambiare un po’ registro, mentre il presidente degli stati uniti (guarda caso un po’ scemo) ovvero dennis quaid, desidera parteciparvi xchè è il programma di maggior successo della stazione.

Così vengono selezionati dei nuovi partecipanti, tra cui la bellissima mandy moore che interpreta la più ingenua del gruppo, ed un arabo aspirante cabarettista che viene spinto dai familiari a partecipare x poter far saltare in aria il presidente stesso. Commedia nevrotica e satira insieme è sicuramente un film da vedere!

http://www.americandreamzmovie.com/index1.html

 

PAPÀ CHE ABBAIA NON MORDE

Più classica commedia familiare, ma pur sempre divertente, con tim allen (santa cluase, galaxy quest) padre indaffarato e quindi un po’ assente che x motivi da scoprire si trasforma in un grosso cane gioviale ed ha quindi la possibilità di scoprire cose pensano davvero di lui in famiglia.

Ma seguiranno equivoci a catena!

http://disney.go.com/disneypictures/shaggydog/index.html

 

IL CALAMARO E LA BALENA

Piccolo film che ha fatto innamorare critica e pubblico, è una commedia drammatica su una famiglia disfunzionale che potrebbe somigliare a quella del bellissimo “i favolosi tenenbaum”, ma ha il vantaggio di essere autobiografica e quindi basata su una storia vera.

Il capofamiglia, bill pullman, è un aspirante scrittore frustrato e quando la moglie (laura linney, vi ricordate the mothman’s prophecy?) raggiunge il successo che lui non ha mai visto le nevrosi portano a rovinare i rapporti con i figli (uno dei quali, nella realtà è anche il regista del film) ed a cercare relazioni esterne.se cercate qualcosa di diverso dal solito questo film fa per voi.

http://www.squidandthewhalemovie.com/

 

ULTRAVIOLET

Il regista kurt wimmer sembra essere bravo solo a pasticciare con i film degli altri: qui mescola i vampiri di underworld con il mondo di matrix, il tutto con una quantità esagerata di effetti speciali.

Si spera solo che sia meglio del suo precedente “equilibrium” che era solo un “vorrei ma non posso

essere matrix”. Il lato positivo è dato dalla presenza della stupenda Milla jovovich, se c’è lei vanno bene anche i pasticci fantascientifici!

http://www.sonypictures.com/movies/ultraviolet/

  

HALF LIGHT

Demi Moore torna al cinema e lo fa seguendo una delle due mode horror dell’ultimo periodo. Non potendo ovviamente fare film orridi come hostel e saw, si infila invece nel filone “the ring” e ci racconta di una scrittrice in crisi (tanto per cambiare) dopo la morte del figlio (tanto per cambiare) che se ne va in una casa isolata in scozia. Solo che lì comincia a sentire una oscura presenza…

Nulla da dire, comunque è meglio un film di fantasmi che uno splatter di rara stupidità, ma non basta l’aggiunta thriller a nascondere la vera identità di questo film. Ma anche in questo caso, c’è la bellissima Demi, c’è un’ombra nel buio e forse c’è qualcuno di ancora vivo che lavora nell’ombra.

È già qualcosa no?

http://www.imdb.com/title/tt0412798/trailers

 

  23 GIUGNO 

THUMBSUCKER

Il titolo originale significa letteralmente “succhiapollice” ed è esattamente di questo che parla: Justin ha 17 anni ed un brutto vizio: si succhia ancora il pollice. Da qui nasce una lunga sequela di situazione più o meno assurde in cui si trova a sperimentare i rimedi più assurdi (marijuana, psicanalisi, psicofarmaci etc.) x liberarsi di quello che è un vero disturbo compulsivo.

Un po’ commedia sulla  difficoltà del passaggio all’età adulta, un po’ satira di un mondo nevrotico, il film è tratto da un romanzo inedito da noi, diretto da un novello regista, ma ha un cast  che vede anche Keanu Reeves e vincent d’onofrio ed almeno un vantaggio: è qualcosa di diverso dal solito. Volete provare?

http://www.sonyclassics.com/thumbsucker/

 

LAKE HOUSE

Si riforma la coppia di speed in una commedia/dramma/sentimentale/fantastico in cui sandra bullock e keanu reeves vivono in questa “casa sul lago” del titolo e si scrivono lettere senza potersi incontrare, per uno strano motivo: in realtà vivono in due anni diversi. Si, avete capito bene, c’è un distacco di due anni tra di loro e dovranno scoprire come mai questo stia accadendo, prima che sia troppo tardi. Interessante no?

http://thelakehousemovie.warnerbros.com/

 

ANNAPOLIS

Classico film di ambiente militare che rimanda parecchio ad “ufficiale e gentiluomo” ma in chiave moderna, racconta l’arrivo di james franco (il figlio del goblin negli spiderman) alla famosa accademia militare e la sua scoperta che per diventare un marine devi farti un mazzo colossale.

In fondo questi film non sono brutti, solo un po’ dejà-vù. Se vi piace il genere però, fa al caso vostro. http://annapolis.movies.com/

 

IMAGINE ME & YOU

Questo è uno dei film più interessanti della stagione, anche se richiede un minimo di mentalità aperta. Piper perabo (la protagonista del “coyote ugly”) sta per sposarsi  con il suo fidanzato inglese, quando incontra una ragazza (la splendida lena headey dei “fratelli grimm”), dichiaratamente gay, e comincia a chiedersi se stia facendo la scelta giusta. La cosa notevole del film è che si tratta di una classica commedia romantica, con due protagoniste invece di un lui ed una lei.

Ed in più, niente psicodrammi, niente tragedie in agguato, è una bella storia d’amore, nonché divertente, che parla di due persone che cercano di capire cosa è davvero importante nella vita. Niente male no?

http://www2.foxsearchlight.com/imaginemeandyou/

 

7 LUGLIO 

UN PUGNO DI EROI – THE GREAT RAID

L’anno scorso non è stato il migliore per i film di guerra o di ambiente militare. Se “annapolis” in qualche modo se l’era cavata questo “great raid” ebben un destino meno fortunato e fece un tonfo al botteghino, il che in fondo è un peccato perché aveva era la rivisitazione moderna dei vecchi film di guerra, con gli eroi, le missioni pericolose, gli atti di eroismo e dei combattimenti notevoli.

La trama, basata su una storia vera, è semplice: durante la seconda guerra mondiale,una squadra di rangers decide di andare a salvare 300 prigionieri di guerra in un campo di concentramento nelle filippine. Per farlo dovranno infiltrarsi per 30 km nel territorio nemico.

Beh, se vi piacevano i film di una volta questo fa per voi.

http://www.miramax.com/thegreatraid/

 

GLI SCALDAPANCHINA

Rob schneider è il principe delle commedie sicuramente sceme e sicuramente divertenti, se avete visto “perle” come i due deuce bigalow ed animal avrete un’idea precisa del tipo di film in cui potreste imbattervi. Qui si schierano in campo ben 3 comici, lui, jon heder e david spade, che interpretano 3 sfigati che decidono partecipare al campionato di baseball della little leauge, ovvero contro degli adolescenti!

La trama è poco di un pretesto per una girandola di situazione demenziali, ma se volete ridere senza vergogna, allora questo film fa per voi!

http://www.sonypictures.com/movies/thebenchwarmers/

  

14 LUGLIO 

UNA SCATENATA DOZZINA 2

Seguito del successo a sorpresa di un paio di anni fa, riporta tutto il cast originale, compreso il clark kent di smallvill e le due splendide hilary duff e piper perabo. Per cui torniamo a rivedere la famiglia composta di 12 figli i cui genitori sono steve martin e bonnie hunt, che ci vogliono ancora far credere che è bello avere una famiglia numerosa. Come no, ma soltanto al cinema!

http://www.cheaperbythedozen2movie.com/

 

IL COLORE DEL CRIMINE (FREEDOMLAND)

Uffa, onestamente non se ne può più di questi film: in soli due anni abbiamo avuto almeno 4 film in cui una mamma si perde il figlio e qualcuno investiga per scoprire cosa è successo e soprattutto se il figlio esiste davvero. In pratica un’ora e mezza di film basata tutta su “è vero o no?”. Verrebbe voglia di risparmiarvi i soldi e dirvelo, ma forse sarete attirati da julianne moore (che già ne aveva perso uno di figlio) e samuel jackson, per cui vi lascio quel minimo di sorpresa, posto che non siate in grado di capirlo da soli dopo due minuti!

http://www.sonypictures.com/movies/freedomland/

 

IL PIÙ BEL GIOCO DELLA MIA VITA

Un nuovo film sul golf, uno sport (?) che notoriamente acquisisce un senso solo al cinema, dove sembra il contenitore ideale di svariate metafore, basta ricordare il bellissimo “bagger vance”.

Qui siamo nel 1913 e si racconta la storia vera di un 20enne che battè l’allora campione del mondo, ovviamente a sorpresa. Bella fotografia, bravi gli attori, in fondo un clichè narrativo ma ehi, se riesce a farci credere che le cose positive possono succedere, non può che farci bene.

http://adisney.go.com/disneypictures/greatestgame/

 

FAST AND FURIOUS 3: TOKIO DRIFT

Per motivi misteriosi, la produzione di una serie che ha visto crescere il suo successo invece di diminuire, ha deciso di cambiare ambientazione e cambiare attori ambientanto il film/videogame nella città del titolo. Gli ingredienti dei primi due film ci sono tutti: corse sfrenate, belle donne, ma può la serie resistere alla mancanza di paul walker, dopo avere avuto la defezione di vin diesel?

Non resta che aspettare e vedere.

http://www.thefastandthefurious3.com/

 

21 LUGLIO

NACHO LIBRE

Torna jack black con una delle sue commedia surreali, qui si racconta di un poveraccio che vive In un monastero/orfanotrofio. Quando viene a sapere che il posto sta x chiudere x mancanza di fondi, decide di seguire il suo sogno infantile di fare il wrestler e, in pratica, imita ray misterio.

Seguiranno comiche complicazioni, anche xchè lui si è innamorato di una suora, che è così giovane e bella che non ci crede nessuno possa esserlo davvero!

http://www.nacholibre.com/

 

LITTLE MANHATTAN

Un altro piccolo film ben fatto e da noi sconosciuto, parla di una ragazzino di circa 11 anni al suo primo innamoramento. Intorno a lui una famiglia disfunzionale in via di sfascio ed una città tanto nervosa quanto vitale. Sembra poco, ma il film merita di essere visto.

http://www.littlemanhattan.com/

 

4 AGOSTO

GLORY ROAD

Ongi anno esce un film sportivo di impronta classica, di quelli che però diciamolo, ci piace vedere. Dopo “remember the titans” con denzel washington, ecco una storia al contrario: se lì c’era il primo allenatore di colore in una squadra di visi pallidi, qui c’è un allenatore bianco che guida la prima squadra di basket tutta di colore. L’anno è il 1966, la storia è vera e le complicazioni razziali non mancano. Ma anche delle stupende sequenze sportive.

http://www.grandmasboymovie.com/grandmas_boy.php?

 

GRANDMA’S BOY

Una commedia goliardica, folle e demenziale fa sempre bene alla salute e questa sembra essere la regina di quest’anno. La trama: alex, 35 anni, di mestiere testa videogiochi e divide l’appartamento con due amici, uno più stordito dell’altro. Così tanto che si giocano i suoi soldi e lo costringono ad andare a vivere da sua nonna (da cui il titolo che più o meno suona come “il prediletto della nonna”), che a sua volta vive con due arzille signore. La fusione dei due mondi avrà esiti folli.

Da vedere!

http://www.grandmasboymovie.com/grandmas_boy.php?

 

25 AGOSTO

UNITED 93

Il primo film che parla dei tragici eventi del 9/11. ha avuto l’ovvio effetto, in patria, di risvegliare dolori subiti, ma lo ha fatto con una storia umana e non manipolata, che racconta solo le ultime ore dei passeggeri del volo schiantatosi a washington (ci penserà oliver stone alla storia delle torri gemelle). Partendo dalle registrazioni, dalle telefonate fatte ai parenti, viene ricostruito ciò che accadde su quel volo e si ricorda, a chi lo avesse dimenticato, che su quell’aereo c’erano persone comuni che hanno perso la vita e famiglie che non li hanno visti tornare a casa.

http://www.united93movie.com/

 

CARS

Nuovo film in computer grafica della pixar, appare come una operazione alquanto strana. Si racconta infatti di un mondo di auto animate e di una di queste che, partendo dal suo piccolo “paesino” vuole diventare ehm ,auto da corsa nelle gare Nascar, che se non lo sapete, sono quelle del film “giorni di tuono”. Il punto è che, non sembra far ridere molto mentre le scene automobilistiche sono spettacolari, come si conviene alla nascar. Ma a quel punto non era meglio fare un film normale? Ovviamente in originale c’è un cast di voce notevole che vede (pardon, sente) Owen wilson, michael keaton e paul newman. Da noi sicuramente verrà demolito da ciccio pasticcio e gli amici suoi. Ovvero un qualsiasi babbeo che arriva da un programma tv.

http://www.disney.go.com/disneypictures/cars/

 

 

HILLS HAVE EYES

Ed ecco il film più brutto e inutile dell’anno. Lanciato nella scia dei cosiddetti horror moderni (già brutti di loro), ovvero quei saw, hostel, cry wolf e tutti quelli che come trama hanno solo una serie di scene sadiche attaccate l’una all’altra, questo remake inutile di un film inutile parte dalla solita solfa: una famiglia in caravan finisce in una zona infestata da umani deformi e cannibali. Indovinate cosa succede? Violenza efferata sulle donne, gente fatta pezzi, finale sadico. Insomma uno spreco di tempo e di neuroni ed un altro chiodo sulla bara del vero horror. Da evitare. E niente sito ufficiale!

J

 

 

lunedì 22 maggio 2006

                                            IL CODICE DA VINCI

Penso che sia il caso di rispondere per prima alla domanda più importante per tutti coloro che hanno letto ed apprezzato il romanzo che più ha (giustamente) dato una scossone alle nostre coscienze intorpidite da troppi reality-show.

La domanda è: il film è fedele al romanzo?

La risposta è: è così fedele che quasi non c’è bisogno di vedere il film!

Esistono due passaggi che Howard ha dovuto lasciare fuori, ma che vi lascerò scoprire da soli. Vi dico solo che uno è rimasto fuori per una semplice questione di tempo, il film già così dura due ore e mezza, se aggiungeva quella particolare scena, arrivava bellamente a 3 ore.

L’altro passaggio lasciato fuori dalla sceneggiatura invece presumo sia stata una scelta strategica, già aver raccontato fedelmente la storia principale era un rischio, ma arrivare fino al punto in cui si smantella un’altra credenza secolare, gli faceva correre il rischio di non poter più uscire di casa.

Il vero fulcro di tutta la storia è semplice: impara a pensare con la tua testa e non con quella degli altri. Motivo reale per cui i critici si sono sbizzarriti nei loro patetici tentativi di sminuire qualcosa di più grande di loro: dai giornalisti ai più impediti dei deejay, sembrano tutti checche isteriche (senza offesa per gli omosessuali che di sicuro sono migliori di loro) impegnate a fare commenti maliziosi che oltretutto sottolineano lo loro totale ignoranza dell’argomento. Si parla male di libro e film perché ci si sente fighi nel farlo, ed anche perché fare il contrario ti farebbe mettere contro un certo tedesco vestito strano e con un pessimo carattere.

Detto questo e sottolineato il buon vecchio (e realistico) detto “chi può fa, chi no critica”, la realtà è questa: il film è ottimo e ben girato, anche se la scelta di usare una resa visiva “europea” a noi può sembrare strana, e riesce benissimo nel intento di raccontare fatti e dettagli intriganti che fanno pensare. O che vi irriteranno, ma per lo stesso motivo, non volete pensare.

Ovviamente bravo tom hanks (ma lo è anche quando dorme) e si rivela una scelta azzeccata audrey tatou, che vista nel contesto narrativo appare più adatta di quanto non sembri, grazie anche ad alcune scene e battute aggiunte ma perfette per rappresentare il suo personaggio.

Ian mackellen è davvero bravo nel rendere simpatico il suo personaggio, mentre paul bettany riesce a donare un alone di dolorosa umanità al suo letale personaggio. Persino Jean Renò dona spessore al suo poliziotto incazzoso, mentre intorno a loro oscuri personaggi ed intrighi muovono i loro fili per un solo motivo: non perdere il potere conquistato nel peggiore dei modi. Che è poi quello che fanno tutti no?

Solo per i buoni propositi e per la tematica, questo film merita un voto alto, se poi ci mettiamo anche la fedeltà al testo beh, diventa un film da non perdere. E che molti non hanno perso: nel solo primo week end di programmazione il film ha incassato 277 milioni di dollari in tutto il mondo. Certo, tutti i critici repressi diranno che si tratta di svariati milioni di stupidi. Meno male che ci sono loro con tutta la loro intelligenza, no? :-DDD

Voto 9

 

mercoledì 17 maggio 2006

                                  WORLD TRADE CENTER

 

Se ne parlava da un anno, con sentimenti contrastanti, ma adesso è una realtà: da oggi è possibile vedere on line i trailer del film “world trade center” che racconta cosa accadde dentro le torri gemelle il giorno dell’infame attacco a new york.

I motivi x cui non tutti vedevano di buon occhio l’operazione erano sostanzialmente due:

1- noi da qui non ce ne rendiamo conto, ma negli usa quegli eventi hanno segnato profondamente la gente comune, che ancora oggi vive il senso di spaesamento dato da una tragedia insensata che ha cancellato ogni sicurezza.

2- alla regia c’è Oliver stone, che quando vuole è molto bravo, ma più spesso apre bocca senza controllare cosa ne esce. Ecco quindi le preoccupazioni (legittime) su cosa avrebbe mai potuto fare su un argomento del genere.

 

A placare un minimo gli animi concorse sicuramente la presenza come protagonista di nicholas cage, insieme ad un cast di attori tutti disposti a lavorare nel film a patto che non venisse lesa l’immagine delle vittime degli attentati (che, se ve lo siete dimenticati, erano gente come voi che andava a lavorare, aveva famiglia ed a casa non c’è più tornata).

A ciò si aggiunsero poi le dichiarazioni di stone, il cui senso era “non farò stronzate”, anche se quale sia il suo concetto di quando le stronzate iniziano può essere alquanto dubbio.

 

Ora però possiamo vedere le prime immagini in anteprima e fin qui si direbbe che stone abbia       lasciato a casa i giochetti visivi e la polemica inutile per realizzare una cronaca umana dell’evento che cambiò per sempre il corso della nostra storia. Ed è davvero strano rivedere, nello skyline di manhattan, due sagome che ora non ci sono più. Ed p anche molto triste.

 

Se volete scoprire il film ed i trailer, andate qui:

http://www.wtcmovie.com/

 

il film uscirà ad agosto negli usa e chissà quando da noi ma, secondo me, sarà un film da vedere e da ricordare.

 

 

venerdì 12 maggio 2006

                                Mission Impossible 3

Non si può parlare di questo film senza accennare al suo autore, nonché novello regista.

Chiunque conosca il nome di J.J. Abrams sa che è il genio che ha creato due delle serie tv più belle mai concepite: Alias e l’enorme Lost, che ci sta rubando il sonno.

Siccome nel mondo reale (che non è quello in cui viviamo noi, sappiatelo) il talento viene premiato il 35 Abrams ha avuto modo di realizzare la più grande spy story di tutti i tempi con Alias, regalandoci lo splendido personaggio di Sidney bristow e di tutti i suoi co-protagonisti, che sono stati immersi x 5 stagioni in un tale turbine di complotti, misteri e tripli/quadrupli giochi, da far impallidire qualsiasi autore di spy story.

Ed è stata proprio questa serie ad attirare l’attenzione di tom cruise come produttore, portandolo a contattarne l’autore x realizzare la nuova avventura dell’agente Ethan Hunt. E l’impronta ormai consolidata di abrams si vede: tensione da cardiopalma, azione altamente distruttiva, ed una ansia crescente che porta a toglierti il respiro. Questa terza missione impossibile è di fatto così tanto simile ad alias che avrebbero fatto prima a dire che ethan humt lavora per l’APO (o l’SD6, due strutture segrete presenti in Alias), ma questo non vuol dire che abrams si si ripetuto, anzi: ha portato la sua visione del genere e la sua capacità di manipolarla in un genere molto difficile da realizzare, riuscendo in pieno nel tentativo. È fin dall’inizio che il film ci intrappola e poi ci fa correre a perdifiato per due ore che ci sembrano cinque minuti e ci lasciano stremati a chiederci come faccia un agente segreto a vivere in quel modo.

Si percepisce poi un tema sottile quanto persisente negli ultimi tempi: come le sottovalutato “stealth” (che vi consiglio). Come nel prossimo “the guardian” con michael douglas, kiefer sutherland ed eva longoria ed ancora di più in altri thriller/spy story di prossima uscita, il nemico è interno alle strutture del governo, in una rappresentazione di una nazione spezzata in due: la parte pulita che cerca di operare costruttivamente e quella sporca che usa i mezzi peggiori nascondendosi dietro falsi ideali. È chiaro contro chi viene puntato il dito in questi film (un certo presidente ed il suo operato) ma c’è pur sempre un aspetto positivo: qualcuno gioca sporco, ma ci sarà sempre qualcun altro a cercare di fermarlo, anche se questo mette a rischio la propria vita.

chi conosce i precedenti lavori di abrams si divertirà a scoprire i cameo nascosti nel film e sorriderà rivedendo “felicity”, l’agente weiss di Alias (l’attore che abrams porta con sé in tutto ciò che fa e di cui è amico fin dall’università), ma anche riferimenti indiretti, citazioni.

Mission impossible è un gioco dannatamente pericoloso e dannatamente divertente e se avete modo di vederlo nel mitico Arcadia di melzo, beh, allora sarà come essere insieme ad ethan hunt mentre il mondo che credevate di conscere vi si ribalta intorno.

Voto 9

 

 

mercoledì 10 maggio 2006

                                                ERA GLACIALE 2

 Anche se ha all’attivo solo due film si può ormai dire che la Fox (twentieth century fox, x gli amici) si è imposta alla grande nel ristretto e competitivo mondo dei film in computer grafica, che poi sono la next generation dei cartoon classici.

Partita con una idea piccola ma geniale, anche se a tratti un po’ troppo disneyana, con questo seguito la storia del nostro gruppo di scombinati animali preistorici scopre un respiro molto più ampio senza perdere minimamente in ritmo e comicità.

Fin dall’inizio è evidente l’impegno profuso: lo schermo è affollato da centinaia di buffe creature, i personaggi principali si moltiplicano, le gag si fanno più elaborate e, soprattutto, c’è una storia del tutto nuova e non una banale ripetizione del primo film.

Tra gag così surreali da portati a ridere fino alle lacrime e battute fulminanti appare chiaro che il nuovo modello di ispirazione della Fox è lo humour sarcastico ed adulto della dreamworks e del suo caposaldo Shrek, ma ehi niente male avere un punto di riferimento del genere.

Una nota riguardo il doppiaggio: malgrado qui i danni inflitti da inverecondi personaggi televisivi incapaci (che poi è un assioma, se sei un personaggio tv sei un incapace, altrimenti non lavoreresti lì) sia ridotta al minimo ed anzi x la maggior parte si ha l’impressione che si siano rifatti alle voci originali (uno dei nuovi personaggi in originale ha la voce dello Stifler di american pie, e si sente!), almeno due scelte sono almeno discutibili: x nessun motivo valido uno dei nuovi personaggi è doppiato da uno dei componenti della boy band “blue” e, x quanto si impegni, proprio non ce la fa, ma il peggio arriva dalla voce della nuova protagonista femminile: la moglie di pino insegno.

Ora, caro pino, tu sei un grandissimo doppiatore (ed un pessimo conduttore di un pessimo gioco a premi buono solo x bambini scemi), ma perché infliggerci quella voce da risponditore automatico tua moglie? Avete bisogno di soldi a casa? Hai perso una partita al mercante in fiera? Stai ragionando con la parte sbagliata del corpo?

Ad ogni modo, un errore madornale.

Ma a parte questo, il film è pura follia geniale e si rimane con la speranza di rivedere di nuovo, in futuro, i nostri cari, glaciali, amici.

Voto:

il film 9

il doppiaggio 7

 

                       THE FOG – NEBBIA ASSASSINA

probabilmente penserete di trovarvi di fronte ad un atto di lesa maestà, ma la verità è che questo remake è decisamente all’altezza dell’originale, a cui aggiunge un tocco in più.

Innanzitutto, onore al merito del regista x due ottimi motivi:

1- aver mantenuto intatta l’atmosfera cupa e suggestiva dell’originale

2- non averci rifilato raccapriccianti ed inutili omicidi buoni x un pubblico di pischelli

Per chi non conoscesse la storia: all’alba di una manifestazione per il centenario di un paese che si trova sull’isola di san antonio, una strana nebbia comincia ad avvolgere l’isola. Ed in mezzo alle spire di fumo, antichi fantasmi cominciano la loro vendetta.

Per la prima volta dopo almeno un decennio di stupidate horror, i fantasmi hanno buone ragioni per essere di pessimo umore, ma se la prendono anche con le persone più vicine a quelle che tali li hanno fatti diventare.

Il film originale del mitico john carpenter aveva il ridicolo budget di seicento mila dollari ed aveva dalla sua un’atmosfera che ti faceva venire la pelle d’oca; questa nuova versione ha visto un budget di venti milioni di dollari senza però perdere la capacità di spaventare solo con il non visto e senza ricorrere a inutili bagni di sangue. Inoltre, laddove x una ovvia mancanza di tempo e denaro, l’originale doveva lasciare una parte della storia “avvolta nella nebbia” (ovvero non aveva la possibilità di raccontarla), questo film la amplia, ci fa empatizzare con i fantasmi grazie ad un suo sapiente del flashback e fa un passo oltre rispetto al finale originale. In breve questo remake contiene tutto il film originale e vi aggiunge dell’altro, compresa una suggestiva scena all’alba sulla spiaggia, che comunica sensazioni profonde e inconoscibili.

I due protagonisti principali sono notissimi attori di telefilm di grande successo: tom welling è il giovane clark kent di smallville, maggie grace arriva direttamente dall’isola del bellissimo telefilm Lost. Ma x la prima volta, è il personaggio femminile che ha più peso di quello maschile ed anche questo conferisce al film un valore particolare.

Se amate il vero horror (che non è quello rappresentato da porcate come hostel e saw), questo film fa x voi.

Voto 8

 

                                         SCARY MOVIE 4

Torna la banda al gran completo della serie di film parodia più dissacrante del mondo ed è nuovamente un successo, nonché una serie ininterrotta di risate senza freni.

Scritto con un tono sarcastico e decisamente (nonché sanamente) politicamente scorretto, SM4 ha due obiettivi:

1- sputtanare tom cruise e tutte le scemenze che ha detto ultimamente

2- rendere ridicoli film seriosi e sicuramente bellissimi, ma che dopo avere subito la “scary movie cura” non potranno mai più essere visti allo stesso modo.

Così al centro del mirino compaiono “million dollar baby” (probabilmente la sequenza più comica di tutto il film) e “brokeback mountain” (la più bastarda ma incredibilmente divertente.

Ma l’altro grosso bersaglio sono gli orridi horror orientali che ,certo, fanno ridere già di loro, ma dopo essere stati investiti da scary movie si manifestano x quello che sono: immonde boiate.

Così è The grudge che viene rappresentato come un’assurdità senza senso, mentre tocca al villaggio di “the village” di diventare il luogo di ritrovo dei personaggi più scemi mai visti.

Anna Faris conduce sempre il gioco con il suo innato talento comico, affiancata dall’altra veterana regina hall (che è sempre spettacolarmente divertente) e dal padre putativo del genere il mitico leslie nielsen, che qui prende in giro un presidente degli stati uniti che ben conosciamo e che se lo merita parecchio.

E poi ci sono volti nuovi (tra cui la bambina dei 4400) e gag a ripetizione, x un film che non si ferma mai e ti ti travolge con tutta la sua irriverente comicità. Speriamo arrivi in fretta il…5° capitolo della trilogia!

Voto 9

 

 

lunedì 17 aprile 2006

                                      FINAL DESTINATION 3

Il rischio di buttare alle ortiche una serie horror è sempre in agguato e già quando si venne a sapere che sarebbe uscito il primo seguito di Final Destination, era più i dubbi che gli entusiasmi. Poi il nuovo regista decise di cambiare tono e realizzò un numero 2 che era un gioiello di humour nero con un’idea di fondo interessante.

Quindi quando poi arrivò la notizia che il 3° capitolo avrebbe visto il ritorno del regista originale, eravamo già più propensi a pensare che la serie fosse al sicuro

Niente di più sbagliato.

Questa 3 puntata ha una serie di grossi difetti:

1- non ha senso

2- pasticcia con le basi create dai due film precedenti e soprattutto con quelle create dal regista stesso

3- dopo ¾ di film mediocre, si arriva ad un finale assurdo su molti, troppi livelli.

Già si rimane sconcertati da una sequenza iniziale che riesce ad essere lenta e ridondante assieme. Laddove nel primo c’era più tensione sotterranea qui non solo è tutto palese, ma arriva a livelli da comica quando inquadra enormi demoni di cartapesta, pile di ossa finte, mentre la voce di un diavolo da parco divertimenti non fa che profferire minacce da operetta. Mah…

Quando poi arriva l’atteso disastro, beh è solo una frazione di quello che era stato fatto con l’incidente a catena del 2° film e con il disastro aereo del primo. Semplicemente, non si capisce nulla e comunque si scopre dopo che gli indizi erano già stati “fotografati”. Ma fin qui potevamo anche starci, solo subito dopo il film si sfalda su sé stesso: i sopravvissuti muoiono in modo poveri di idee, il film si trascina tra un funerale ed un dialogo ripreso dagli altri due film e in una botta di snobbismo il regista quasi ignora gli eventi del film precedente, forse xchè non l’ha girato lui, col risultato di buttare a mare alcune idee davvero buone.

Al tutto si aggiunge un’ingombrante e pesante riferimento all’11/9, decisamente fuori luogo nelle intenzioni e nei risultati.

Poi arriva il gran finale, il quale ti lascia solo con la domanda “ecchecavolo sarebbe ‘sta cosa?”

Banalmente, è possibile che regia e produzione si siano voluti agganciare all’attuale moda dei finali sadici tanto in voga oggi in quello che viene chiamato horror, col solo risultato di fare un gran pastrocchio insensato.

Senza una trama, un’idea di fondo ed una direzione, il film deraglia prima metaforicamente e poi letteralmente. Piacerà ai 15enni, ma se siete tra quelli che avevano dieci anni in più quando uscì il primo e vi piacque, questo lo definirete in solo modo: una ca$%£” pazzesca|

Voto 4 (e solo in ricordo dei film precedenti, non perché lo meriti)

 

                                     LA PANTERA ROSA

Capita però che le delusioni annunciate rivelino sorprese inaspettate.

È il caso di un film x cui praticamente tutti avevano storto il naso e che la critica internazionale aveva bollato come un fallimento annunciato.

Ma non avevano considerato l’asso nella manica, uno steve martin incredibilmente a suo agio con il poliziotto francese più sconsiderato e famoso del mondo. La mutazione è palese fin dall’inizio: quando entra in scena per la prima volta vediamo Clouseau, non steve martin e più andiamo avanti più è clouseau che vediamo compiere disastri a catena, con una flemma ed un distacco eccezionali.

In pratica, non avrà il volto di peter sellers, ma tutto il resto è ancora lì e questo Clouseau è perfetto.

Il film poi è un concentrato di situazioni comiche frenetiche e senza un attimo di sosta, nel più puro stile dei film originali, in pratica di quelli che fanno davvero cadere sotto la poltrona!

I comprimari sono tutti ovviamente al servizio di un clouseau incontenibile: un jean reno che fa da spalla in modo impeccabile ed un kevin kline genialmente e stupidamente cattivo.

Su tutti spicca x inutilità cronica beyoncè knowles, che soffre della sindrome bellucci: finchè sta zitta è bellissima, quando apre bocca ti porta alle lacrime. Va da sé che la sua doppiatrice è più brava di lei ed una ulteriore nota di merito va alla voce italiana di steve martin. Stargli appresso non deve essere stato facile, eppure anche lui è stato un ottimo clouseau.

Unico punto a sfavore: una regista migliore avrebbe reso anche migliore anche il film

Ebbene, se volete ridere come ai bei vecchi tempi, questa è la vostra occasione. E speriamo di rivedere presto al cinema il nostro mitico clouseau. Grazie steve!

Voto 7,5 (colpa del regista)

 

                                                      DOOM

Una recensione realistica di un film di questo tipo non può partire dalle basi usuali che si usano con gli altri film, ma da una semplice domanda: è come il videogame?

Il gioco in questione è ormai un vero oggetto di culto e nessuno ha mai dimenticato gli ambienti ed i mostri dei due DOOM originali, ma soprattutto la folle e divertita ultraviolenza che li animava. Aveva tonnellate di munizioni, armi devastanti e miriadi di mostri da spiattellare. Non serviva nemmeno una trama, basta il buon vecchio motto “se si muove sparagli”. E via col divertimento.

Ecco, il film è così: ultraviolento a livelli grotteschi, con personaggi quasi tutto folli e armi che fanno buchi nei muri impressionanti. E poi corridoi bui, fogne mefitiche e mostri nell’ombra.

Dopo un po’ ti sembra che non uscirai mai di lì. E poi arrivano i cinque minuti che rendono il film mitico. In una surreale citazione diretta dal gioco, cominceremo a vedere il film attraverso gli occhi del protagonista, quindi arma che spunta da sotto l’inquadratura, appostamenti dietro gli angoli e soprattutto, quintali di mostri da spiattellare. E non solo, quando il nostro eroe viene colpito vedremo la soggettiva cadere a terra, andare a nero per poi ritornare in vita. In quel momento il film diventa genialmente folle!

In tutto questo troviamo un gruppi di marines di cui solo uno sano di mente, un the rock a suo agio nel suo ruolo amorale ma anche, sottilmente, una velata critica/interpretazione di guerre molto più reali.

X’è però un dettaglio che non torna: qui non troverete i mostri dei primi doom, ma un  classico esperimento andato a male su marte. Ed in certi momenti il film sembra più vicino a Resident evil che a un film di alieni cattivi. Anche se probabilmente era un problema di budget (creare i mostri del gioco sarebbe costato una cifra, che non avevano) in questo il film non ha molto a che fare con l’idea originale. Ma è divertente, folle e sanguinario in modo socialmente accettabile. Quindi armatevi con il vostro bfg e aprite crateri ovunque: marte ed i suoi pericoli vi aspetta!

Voto 8

 

Giovedì 2 marzo 2006

                                    Underworld:evolution

Penso sia opportuno iniziare questa recensione con un semplice dato di fatto:

questo film è INCREDIBILE!

Le aspettative del sequel di un film che aveva avuto un successo inatteso due anni fa, erano così alte che in pratica, si era portati ad essere delusi prima ancora di vederlo.

Ma, appena il film prende vita davanti ai nostri occhi scopriamo, con grande soddisfazione, che questa nuova puntata è “più grande, più bella e più sanguinaria” che mai.

Il primo punto di forza è la storia: lungi dal ripetersi o limitarsi a qualche combattimento insensato, questo seguito è una VERA continuazione e non solo riprende da dove si era fermato ma svela il passato con una delle aperture più visivamente impressionanti mai create. Ma non fermatevi alla parte puramente visiva, qui c’è una vera trama da seguire, un retaggio familiare nascosto e personaggi che vogliono nascondere verità scomode che invece, non vedono l’ora di attaccare.

In tutto questo i due protagonisti del film precedente si ritrovano non solo in un fuoco incrociato, ma ulteriormente seguiti da un altro misterioso personaggio i cui scopi sono intrinsecamente legati al passato di Selene, la bellissima e splendida guerriera interpretata da kate Beckynsale.

Il film offre un fotografia davvero eccellente, che risplende di vita (e cupezza) propria se vista nella mitica sala energia del cinema Arcadia di melzo e soprattutto una ritmo ed una tensione narrativa ineguagliabili. Ma ulteriore punto di forza sono gli incredibili combattimenti di rara forza e distruttività: scordatevi i pugnetti molli di film per bambocci alla xmen, qui se il nemico di prende ti fa letteralmente a pezzi e nessuno esce illeso dallo scontro, al punto che viene da pensare che metà del budget sia stato speso in bidoni di sangue finto.

È un film di scoperte questo seguito, ma anche di “evoluzioni” in cui si perdono i confini tra gli schieramenti e non c’è più una parte da cui stare, c’è solo da scoprire chi sopravvive e chi no e quali segreti sono nascosti in un certo maniero diroccato, il cui ricordo è celato nella memoria della stessa Selene.

La fotografia super ricercata, le scenografie gotiche e impressionanti, una trama davvero complessa e sequenze d’azione di rara spettacolarità, fanno di questo film il degno seguito di una gran bella storia e ci fa lascia davvero esausti e affascinati, con la sola speranza di poter tornare ancora nel mondo di Underworld, che è certamente cupo e violento, ma così intenso da volerne fare parte e poter scegliere da quale parte stare.

Da vedere, al cinema!

Voto 9

 

 

Domenica 12 febbraio 2006

Per conoscere tutte le anticipazioni sui film che vedremo fino ad aprile cliccare QUI e QUI.

 

Quest'anno uscirà la versione cinematografica di uno dei più famosi pubblicati recentemente e che ha suscitato parecchio scalpore: IL CODICE DA VINCI.

"La columbia pictures ha messo in rete il primo teaser dell'attesissimo film tratto dal "codice da vinci", che riunisce un cast di tutto rispetto, come potete scoprire attraverso il link riportato qui sotto:

http://www.sonypictures.com/movies/thedavincicode/

preparatevi, tra poco al cinema verra` risolto il mistero del "codice da vinci"!"

 

martedì 6 dicembre 2005

           Harry Potter ed il calice di fuoco

Non so se ve ne siete accorti, ma il precedente film della serie era perlomeno, come dire, loffio.

Il tanto lodato regista messicano aveva trasformato Hogwarts in una mensa aziendale, la magia era finita nel dimenticatoio, tutto era diventato sciatto e squallido. Probabilmente rifletteva la personalità del regista, ma il risultato era un film che, se nelle intenzioni voleva essere “cupo” di fatto sembrava solo piatto e monocromatico.

Poi finalmente al timone è arrivato il regista inglese Mike Newell, che ha portato si il tono cupo necessario al progredire della storia, ma anche un ampio tono spettacolare.

I tempi e le atmosfere dei due primi film, ottimamente girati da chris columbus, sono ormai passati, la storia sta entrando nel pieno della sua drammaticità, gli eventi si fanno funesti, il tutto immerso in una atmosfera nebbiosa e carica di attese. Hogwarts non è più un luogo sicuro e, se ance non mancano i momenti divertenti, è anche vero che alcune situazioni fisse dichiaratamente comiche sono uscite di scena.

Rispetto al 3° film qui si riesce meglio a salvare tutti i passaggi fondamentali, i personaggi sono ben sfaccettati e la loro personalità si è evoluta, e il famigerato torneo tra maghi diventa un vero tour de force avventuroso e spaventoso insieme.

Di grande forza visiva e davvero coinvolgente, il film ci mostra anche la rinascita del tanto temuto “colui che non può essere nominato” in una incarnazione carica di terrore e di oscura potenza.

È vero “ i tempi oscuri sono in arrivo”, ma se questo è il vero inizio, non vediamo l’ora di sprofondare ancora di più nel lato oscuro di harry Potter.

Voto 8

 

                I fratelli Grimm e l’incantevole strega

 

Ben difficile capire bene il lavoro svolto da Terry Gilliam: un regista che ha creato due grandi capolavori come “l’esercito delle 12 scimmie” e “la leggenda del re pescatore”, ha fondamentalmente girato un film “gemello”, ma non di qualcosa di suo.

Perché, dopo pochi minuti di film, se non già dai trailer appare evidentemente, troppo evidente, ilk parallelo con il bellissimo “Sleepy Hollow” di Tim Burton, di cui condivide la stessa struttura di base. Solo che laddove c’era una trama tanto forte quanto visionaria, qui sembra esserci più un sorta di gioco metaforico, in cui si vuole far vedere la verità dietro le favole ed una satira della natura umana. Cosa che normalmente riesce benissimo all’autore, che qui però sembra più che altro ripetersi e preferire il livello onirico del film.

Sia chiaro, il film è spettacolare, divertente, con una buona atmosfera. Quello che gli manca è un senso generale, ovvero, un motivo.

Laddove “sleepy hollow” voleva essere una storia di fantasmi nella visione di Burton, qui sembra di trovarsi davanti ad un peculiare esercizio di stile che vuole anche essere giocoso ed un tantino gotico, peccato che queste 3 anime non convivano alla perfezione, né del resto sarebbe stato tanto semplice.

Il fattore simpatia è salvato dalla strana coppia Heath ledger/Matt Damon, che hanno un innato affiatamento e rappresentano due visioni opposte ed antitetiche della storia che stanno vivendo. Poi c’è la bellissima lena Headey, col suo personaggio di donna forte e sicuramente più matura rispetto ai due fratelli ed infine c’è il personaggio del generale francese, simpatico come tutti i francesi, ovvero per niente, ed un italiano quantomeno folle ma che è forse il personaggio più forte di tutta la storia.

Peccato che il bersaglio principale sia stato mancato. C’era, in mezzo a tutta la confusione, l’idea che alla base delle favole ci fossero delle vere leggende, di quelle tramandate solo oralmente e quindi perdute nei secoli, ma il regista non sembrava interessato a sviluppare il tema, che rimane così solo accennato e poi dimenticato.

Certo, fa nascere il desiderio di saperne di più sui due fratelli Grimm, ma quando scopri che erano due barbosissimi studiosi tedeschi, preferisci sicuramente la versione cinematografica!

Ah si, c’è anche la Bellocci, per circa 3 minuti di film, ma almeno stavolta ha visto la luce: si è fatta doppiare da qualcun altro!

Voto 7

 

                                Elizabethtown

 

Se siete ancora in grado di recuperarlo nei cinema, non dovete perdervi uno dei più intensi gioielli di poesia, morte e rinascita, che si sia mai visto al cinema.

Il film parte dal punto più basso della vita del protagonista, così in basso in effetti, che poco dopo l’inizio prepara il proprio suicidio. ma come spesso accade, anche questo è solo l’inizio. Ricevere una telefonata, un’altra brutta notizia, partire, il tutto senza provare più nulla. Al punto di non sentire davvero le chiacchiere della vitalissima hostess, interpretata da una splendida Kirsten Dunst.

Eppure sarà lei a travolgere la vita di una persona che pensava di non averne più una, ed indicargli la strada per tornare a sentirsi vivo.

È un film fatto di emozioni, di incontri all’alba, di grandi fallimenti e di speranze che sembrano sempre più lontane. E la lunga sequenza finale rimane impressa per sempre nel cuore, facendovi desiderare fortissimamente di poter credere ancora in una piccola forma di redenzione.

Un film unico, che resta nella memoria.

Voto 9

 

martedì 8 novembre 2005

                     La sposa cadavere

Quando in un film uno dei protagonisti pronuncia la frase “ Emily, tra di noi non può funzionare. Tu sei morta!” sai che quasi di sicuro sei caduto nel geniale e visionario mondo di Tim Burton, l’unico autore in grado di darci due grandi film in un solo anno e che possono vantare lo stesso carismatico protagonista.

Il mondo della “sposa cadavere” riporta in auge uno dei più antichi effetti speciali, la stop motion, che Burton aveva utilizzato anche nel precedente “nightmare before christmas”.

In breve, i personaggi e gli ambienti stralunati che vedete prendere vita nel film non sono frutto della computer grafica, ma di un certosino lavoro fatto con miniature realizzate alla perfezione. La città dove si svolge la storia ed i personaggi stessi sono, per così dire, reali, dei pupazzi che vengono animati al ritmo di un solo fotogramma alla volta x realizzarne poi la dinamicità che vedete sullo schermo.

Il risultato è una fiaba romantica, gotica e molto divertente, su un ragazzo alquanto imbranato che alla vigilia delle nozze commette, come dice il sottotitolo, un lugubre equivoco.

Ma non fatevi confondere dalle apparenze, il tema del film è semmai l’opposto: tanto quanto è lugubre il nostro mondo, quello dei vivi, tanto è vitale e divertente quello dei morti, dove dimora la titolare della storia, una ragazza dolcissima e divertente che ha solo qualche problema alle ossa, visto che alcune sono alquanto esposte, e di inquilini saccenti, ovvero un vermetto che vive dietro il suo occhio.

Eppure è inevitabile per il pubblico innamorarsi di lei e dei suoi occhi stralunati mentre seguiamo il viaggio avanti e indietro tra i due mondi da parte del personaggio maschile, che ha la voce ed anche le fattezze dell’alter ego di burton, ovvero johnny depp.

Raccontare qui la storia sarebbe inutile, quello che conta è l’allegria e la poesia che pervade il film, quel tono folle e vitale di chi vuole esorcizzare la paura della morte e soprattutto mostrarci che in quando a vitalità, il nostro mondo è un po’ carente.

Così, quando in quella che è una rappresentazione del senso di halloween vediamo i morti tornare in città per partecipare al matrimonio, non possiamo che renderci conto che forse ci siamo persi qualcosa, tipo la voglia di vivere davvero.

Intelligente e divertente, il film ha un solo difetto: dura solo 75 minuti. E quando finisce vorresti rimanere ancora un po’ in quell’universo di fantasia e di colori, che ci ricorda cosa davvero conta nella vita.

Voto 8 (ma solo perché volevo fosse più lungo!)

 

                            The legend of Zorro

Dopo più di 5 anni di pausa, torna nei cinema uno dei nostri eroi mascherati preferiti e lo fa alla grande: la sequenza iniziale è rutilante e virtuosistica e fa chiedere quanti stuntman ci siano voluti per realizzarla, per proseguire con dialoghi brillantissimi ed un tono colorito ed allegro.

Non è nemmeno necessario aver visto il capitolo precedente, in quanto non si fanno praticamente cenni al passato, ma si vede la famiglia ormai conclamata di alejandro della vega, che tende avere un clima alquanto vivace. A dare ritmo al rapporto marito moglie concorre una stupenda e davvero brava catherine z. jones, capace di creare una quantità di problemi al marito (per buone ragioni, sia chiaro) e poi perdonarlo come se fosse lui il responsabile.

Con loro un figlioletto che appartiene alla categoria “tale padre, tale figlio” e che ha solo due difetti:

1-non può in nessun caso essere figlio dei due coniugi visto che ha la forma di un pomodoro

2-come tutti i bambini, è insopportabile!

La trama si snoda poi tra un francese ugualmente antipatico (del resto è francese :-)), un complotto a base di società segrete che ricorda un tantino il codice da vinci ed una sequenza finale da applauso.

The legend of Zorro è un film spettacolare e divertente che vanta soprattutto dei dialoghi davvero eccezionali, sottolineati da una coppia così affiatata che se fossi michael douglas mi preoccuperei.

Unico nota stonata, l’onnipresente pippotto cattolico, appena accennato ma sempre presente e del tutto squallido. Sembra che il suddetto “codice da vinci” abbia fatto preoccupare non poco persone che hanno paura di perdere il loro potere, se lo usano per infilare della ingombrante propaganda anche nei film. Senza contare che non funziona.

Voto 8

 

                C’era una volta il cinema, in Italia.

Questo non è un articolo su un film in uscita o su produzioni future, ma su un paio di deprimenti storture che si sono palesate nel nostro paese nel suddetto ambiente.

È di pochi giorni fa la notizia che il film “the interpreter” è stato tolto da tutte le sale cinematografiche, ma i motivi tendono ad essere messi in secondo piano per ragioni ovviamente utilitaristiche. Non che discuterne qui possa cambiare qualcosa, ma tentare di ricordarvi cosa è giusto e cosa è sbagliato non fa mai male.

La storia è semplice e squallida insieme: la società distributrice Eagle italia ha deciso di vendere tutto il pacchetto dei loro film di prossima distribuzione alla società telefonica chiamata 3. la vendita prevedeva anche la possibilità di rendere disponibili i film sui loro telefonini ad una solo settimana dall’uscita al cinema. In breve, potete scaricarvi il film per 9 euro e vederlo sullo striminzito schermo del cellulare per una settimana.

Alla eagle italia poco importa di danneggiare il mondo del cinema, ha preso i soldi ed è scappata, ma la ragione di fondo è anche più triste: viviamo in un paese in cui la gente non distingue la differenza tra uno schermo da 3 pollici e la sala energia del cinema Arcadia di melzo, ma peggio ancora, non interessa loro proprio per niente. A questo si aggiunge che ovviamente in brevissimo tempo qualcuno troverà, se non ha già trovato, il modo di riversare il film su dvd e vederselo direttamente a casa, tanto che differenza pensano ci sia tra il cinema ed il loro televisore?

In tutto ciò gli esercenti si sono trovati però all’oscuro, con tanto di costi rimasti inalterati per noleggiare un film che chiunque poteva vedersi sul telefonino. A questo si aggiunge la notizia, non confermata, che anche un altro distributore voglia realizzare lo stesso accordo e che la loro prima vittima sarà “Mr e Mrs Smith” con brad pitt e angelina jolie.

Ora, vi do una notizia se per caso non lo sapete: entrambi i film sono stati campioni di incasso in patria ed hanno avuto un ottimo successo in tutto i mondo. Ma da noi tutto quello che interessa è prendere i soldi e scappare, motivo x cui sono stati stabiliti questi accordi che si basano su un unico presupposto: quanto sono apatici gli abitanti di questo paese.

Mi piacerebbe dire che non tutti sono così o sperare che questo articolo serva a qualcosa, ma temo che l’unico risultato sarà che qualcuno penserà di cambiare telefono. E questo è davvero triste. Per frovvie ragioni si finirà con l’avere i film solo in download, mentre la fruizione in sala, il luogo per il quale i film nascono, se ne andrà giù per lo scarico e alla maggior parte degli spettatori italici nemmeno interesserà, visto che così possono restarsene seduti davanti alla tv. Apatia, appunto.

 

A ciò si aggiunge un altro dato deprimente: il prossimo film di animazione della disney, ovvero “chicken little”, che nel doppiaggio originale vanta attori di notevole calibro, come sempre accade in occasioni del genere, da noi verrà doppiato dal 104° comico di zelig, Gabriele cirilli, che si aggiungerà alla vasta schiera di cabarettisti incapaci che hanno danneggiato gli ultimi film di animazione usciti da noi.

Dopo lo scempio compiuto con “shark tale” che sembrava il palinsesto di canale 5, il vuoto cosmico della voci italiane di “Madagascar”, adesso anche “chicken little” verrà ammazzato da un doppiaggio mirato ad un pubblico, toh guarda un po’, televisivo.

Ah si, a ciò si aggiunge che il film/documentario “la marcia dei pinguini”, che nell’originale aveva il commento di morgan freeman, da noi avrà la voce di Fiorello. E se non sapete cogliere la differenza, avete un problema.

Pensate che i due fatti non siano correlati? Oh, io penso di si, rappresentano un rimbambimento culturale, il desiderio della gente di involversi davanti alla tv.

Be, complimenti, missione compiuta.

 

 

giovedì 20 ottobre 2005

                     Quel mostro di suocera

Caso incredibile di traduzione quasi corretta (ma il quasi era inevitabile a causa del gioco di parole) dal titolo originale “monster in law”, il film che ha segnato il ritorno sullo schermo della mitica jane fonda si è rivelato un delizioso gioco al massacro in forma di commedia.

Malgrado le apparenze, il film ha più punti in comune con “la guerra dei rose” che con “ti presento i miei”, anche se condivide parte dello spunto iniziale di trama:

il giovane Michael Vartan, in vacanza dalla notevole serie “alias”, incontra la donna dei suoi sogni nella persona (e che persona) di jennifer Lopez, la quale per la prima volta da anni abbandona il look iperpatinato da replicante e si ricorda che i suoi tratti ispanici sono la cosa migliore che può far vedere.

I due sono di estrazione diversa, lei è fa mille lavori, è una aspirante stilista ed ha un appartamento che potremmo definire almeno “caotico”, lui arriva dal jet set ed ha un grande futuro davanti.

Ma soprattutto ha una madre, giornalista pluripremiata, che si comporta come se fosse in “via col vento” e che ha avuto la pessima notizia di essere stata buttata fuori dall’emittente per cui lavorava da anni.

Con lei, un’assistente di enorme pazienza con la quale compone una coppia comica spettacolare e che ricorda il duo Jack lemmon/walter matthau in chiave femminile.

Ma se già gestire le follie della fonda era un lavoraccio normalmente, l’arrivo della nuova fidanzata del figlio non aiuta a migliorare la situazione ed il fatto che lui le chieda di sposarlo davanti alla madre fa scattare l’immediato piano di guerra!

Ed inizia così una silenziosa quando velenosa battaglia da parte di jane Fonda per logorare la sua nemica mentre continua ad ostentare un atteggiamento cordiale e disponibile davanti a chiunque altro.

E qui la fantasia degli sceneggiatori si scatena per rendere la vita della povera Lopez un vero incubo, almeno fino al momento in cui deciderà di ricambiare il favore.

Il film si dimostra così molto più divertente di quanto chiunque si aspettasse e mostra un lato comico della Fonda che mai avevamo immaginato ma che accogliamo volentieri. tra colpi bassi e sorrisi acidi, nonché un povero ragazzo che come sempre si fa manipolare dalle due donne della sua vita senza nemmeno rendersene conto, scopriamo che Jennifer Lopez può essere anche simpatica ed umana (sempre che duri) e che la nuova vita della commedia è nel cinismo più sfrenato.

Da vedere per ridere senza remore delle disgrazie altrui!

Voto 8

 

                         Vita da strega

Un film decisamente anomalo ma non per questo meno riuscito, questo film parte da una idea almeno peculiare:

invece di limitarsi a rifare il telefilm in chiave moderna e al cinema, racconta la storia di un attore (will ferrel, nuovo comico usa) che dopo un disastro cinematografico si ritrova a poter fare solo tv ed in particolare ad interpretare il marito di Samantha nel nuovo telefilm “vita da strega” (che in realtà si intitola “bewitched” che più o meno vuol dire “stregata”). Insomma, in realtà il film è una satira del mondo folle della televisione, in cui però entra in scena una splendida Nicole Kidman che strega lo è per davvero.

Ma non solo, da quello che si intuisce nella sequenza iniziale, lei arriva da un altro mondo ed è totalmente impreparata al nostro. Nasce così un personaggio genuino, strambo e naif che prende alla lettera tutto ciò che le viene detto e che viene scoperta dal suddetto Ferrell per il ruolo di samantha.

Solo che lui vuole tutta l’attenzione su di sé, motivo x cui il telefilm si ritrova con una protagonista che non ha una battuta e lui che non smette mai di parlare, anche se il pubblico continua a preferire lei.

In tutto ciò ci sono le folli comparsate dei parenti della Kidman, maghi e streghe veri, una shirley mclaine  che forse non è così matta come sembra, ma soprattutto dei geniali giochi magici  che riavvolgono e trasformano la realtà, confondendo la distinzione tra reale ed immaginario.

È un film buffo e fuori dagli schemi e per questo è stato aspramente criticato, ma in realtà nasconde una vena di geniale follia ed una punta di femminismo che non fa mai male e soprattutto ci fa vedere che con l’immaginazione si possono fare cose incredibili.

L’unico limite è dato dalla regista, nora ephrom: se come sceneggiatrice è una delle più brave in circolazione (a lei dobbiamo “harry ti presento sally” e “affari di cuore”), le sue capacità registiche sono limitate e non possono controllare un copione così ambizioso.

Ma la kidman è stupenda nel suo essere così infantile, ferrell è nato per fare ruoli surreali ed il corollario di attori è perfetto nei loro ruoli.

Non cercate una trasposizione fedele e scoprirete un film davvero originale!

Voto 7

 

venerdì 7 ottobre 2005

                       I fantastici quattro

 Ci sono volte in cui un film supera le aspettative.

Prendete i “Fantastici quattro”: erano nati sotto i peggiori auspici: un cast che poco aveva in comune con la loro controparte, la storia del quartetto alquanto cambiata rispetto all’originale, ma soprattutto una produzione che sembrava mirare ad un target decisamente adolescenziale rispetto al tono del fumetto vero e proprio.

Invece, incredibile ma vero, a volte da una serie di aspetti negativi capita che nasca qualcosa di buono ed ecco quindi un film che, cambiando tutto, riporta il soggetto originale in tutta la sua fedeltà.

Il film è genuinamente divertente, nel senso sia della sua spettacolarità che nella capacità di riportare i momenti comici che costellano il fumetto, unita al pieno rispetto delle personalità dei personaggi e dei loro rapporti interpersonali- così Susan Storm è sempre una donna bellissima, grazie a Jessica Alba, e con un carattere forte e deciso, il personaggio che tiene gli altri con i piedi per terra; Johnny Storm è un ragazzo che non ha mai superato la pubertà, ma anche quello che accetta senza problemi i suoi nuovi poteri e che anzi si comporta come se gli avessero fatto il regalo di natale che si aspettava;

Ben Grimm/la cosa è quello che reagisce peggio, vista l’immutabilità della sua situazione ed è in fondo una sorta di fratello maggiore per Jhonny;

infine, Reese Richards è quello così immerso nei suoi calcoli scientifici da non avere alcuno senso pratico, come del resto ci si aspetterebbe da un genio del suo calibro.

Il gruppo è unito ma questo non impedisce i fraintendimenti, i litigi, la ricerca di un contatto umano, l’impossibilità di essere normali. Insomma, esattamente come il fumetto, il film è forse la rappresentazione più realistica del concetto di famiglia, allargata o meno che sia, ovvero un gruppo di persone che devono imparare a convivere.

Ma naturalmente c’è un nemico da combattere, oltre alla difficoltà di accettarsi per ciò che si è ed il film decolla subito senza tentennamenti, mescolando abilmente le due anime dei “fantastici quattro”, grazie anche ad un gruppo di attori affiatati e che si sono visibilmente divertiti nei loro ruoli.

I meriti del film sono quelli di non prendersi mai troppo sul serio, di non avere personaggi bambocciosi e di non sembrare un videogame asettico. È spettacolare, veloce, divertente e mai stupido e giustamente ha dominato l’estate americana mandando prematuramente in pensione quel “the island” di cui abbiamo già parlato, che era costato il doppio ma valeva meno della metà di questo “FF4”. E per nostra fortuna, del più riuscito gruppo di supereroi potremo vedere il seguito delle loro avventure.

Se volete un buon film d’evasione, questo fa sicuramente per voi.

Voto 8

 

 

sabato 1 ottobre 2005

                            La fabbrica di cioccolato

Il primo effetto che fa entrare nel mondo di Willy Wonka è quello di ritrovare un vecchio e geniale amico: non tanto Wonka quanto il talento visionario di Tim Burton.

Questo film è un altro splendido inno alla genialità di uno dei più grandi autori dei nostri tempi, che tramite il suo stile gotico/poetico, ci dimostra con sempre maggiore intensità quanto sia folle la vita che viviamo.

Ma un altro punto di forza del film, per il quale merita un applauso, è la liberazione dalla straclassica, pallosa e totalmente falsa icona del bambino/adolescente che forse è problematico ma che ha della grandi capacità e salva il mondo da chissà cosa.

Ebbene no, qui il tema è invertito per essere riportato alla sua reale natura: i bambini/adolescenti sono dei rompiballe di prima categoria, narcisisti, egocentrici e, soprattutto, insopportabili. Coraggio, ripetete questo mantra più volte al giorno e forse riuscirete a liberarvi dalla frustrazione che nasce dalla domanda “perché ho messo al mondo questo sgorbio?”

Solo che Burton, usando come base il romanzo originale di roald dahl e non il film degli anni settanta, fa un passo oltre e porta alla luce un’altra scomoda verità: i figli sono lo specchio delle nevrosi dei genitori. Per cui sicuramente il pargolo è nato con una sua personalità asociale ma il condimento della vostra personalità ho contribuito parecchio a farlo diventare quello che è.

L’esplorazione della fabbrica diventa così una sorta di viaggio iniziatico alla scoperta del nevrotico mondo chiamato “famiglia”, già pronto ed imballato per lunghe sedute di psicoanalisi, tenute in modo esemplare dal proprietario della fabbrica, un incomparabile Willy Wonka in arte Johnny Depp.

E come sempre, il connubio Depp/Burton produce scintille memorabili: da una parte un mondo visionario ed uno humour tagliente, dall’altro un personaggio che sembra fuori dal mondo ma che nasconde una intelligenza affilata in grado di svelare le follie dell’animo umano. L'uno o l’altro sono del tutto intercambiabili al riguardo, ma il risultato è un film, come sempre, eccezionale. Se avrete il coraggio di ammettere i vostri errori, altrimenti potrebbe irritarvi parecchio!

L’unico punto incongruo è il pippotto finale sullo stesso concetto di famiglia, rappresentata da quella di Charlie, che sarà sfigata e poverissima, ma che taaaaaaaanto unita (con 4 suoceri in casa sempre a letto più che unita è cementata e gettata in fondo al mare, ma tant’è…).

Questa parte poco ha a che fare con lo stile usuale di Burton, ma è comprensibile se si pensa che lui e la consorte Helena Bonham Carter hanno dato da poco alla luce un pargolo, per cui un minima parte dovevano salvarla. E comunque, si tratta di un solo bambino su cinque, gli altri fanno venire voglia di scappare senza lasciare traccia!

Concludendo: film bellissimo, folle, beffardo, unico, incredibile, intelligente, da vedere!

Voto 8, 5 (mezzo voto in meno x via del pippotto)

 

 

martedì 13 settembre 2005

Oggi ben 3 recensioni!

                                        Madagascar

Mai come in questi ultimi anni è accaduto che film così originali fossero rovinati da doppiaggi orrendi.

È accaduto disastrosamente con “Shark tale” il cui doppiaggio era stato ammollato ad un cumulo di penosi personaggi tv e ad un ancor più penoso cantante pop, si è poi ripetuto, in chiave minore, con “robots” dove dj Francesco faceva al film quello che Latrina ha fatto a New Orleans (ma almeno il danno lo faceva solo lui), fino ad arrivare a “Madagascar”, dove un'altra badilata di ignominiosi personaggi tv ha fatto del suo meglio per trascinare nel fango un film altrimenti geniale.

Ma partiamo con le buone notizie: Madagascar è il film più divertente che vedrete quest'anno, eccezion fatta per “la guida galattica per autostoppisti” buttata via durante il periodo estivo e di cui vi parlerò in separata sede.

L’animazione è eccellente nel creare quella buffa forma di realismo irreale, ovvero con ambienti e personaggi caricaturali ma così perfettamente disegnati da sembrare veri lo stesso. La loro caratterizzazione poi è ineccepibile: Alex, la star dello zoo di New York, è la star di sé stessa, gode del calore della folla ma rimane comunque un ottimo amico per la zebra marty, che ha un inespresso desiderio di tornare alla misteriosa “natura” di cui ha sentito parlare ma che non ha mai visto.

A corollario abbiamo una ippopotama che si comporta come una grossa gatta pigra, ma che si rivela essere poi la più intelligente del gruppo ed infine la zebra ipocondriaca, innamorato di tutti i suoi mali immaginari.

Inoltre, con loro troviamo il più geniale gruppo di comprimari mai creati: una squadra di pinguini con un talento innato per la fuga, che si rivelano essere i veri assi nella manica del film.

Così dopo l’intro cittadina i nostri si ritrovano proprio in mezzo a quella “natura” che per lo più non ambivano a vedere da vicino, a parte Marty ovviamente.

Da quel momento è un susseguirsi di incontri surreali e di incredibile comicità mentre i nostri, paradossalmente, tentano ancora una volta la fuga al contrario.

Tra personaggi di contorno (in alcuni casi letteralmente!) tanto brillanti quanto folli ed un minimo di tema come quello di accettarsi per quello che si è, il film ci trasporta in un mare di sane ed intelligenti risate che ci accompagneranno anche molto dopo che saremo usciti dalla sala.

Ma attenzione, esattamente come “Shrek” ed il vituperato “shark tale”, questo è un film creato pensando ad un pubblico adulto, in grado di capire lo humour di cui è permeato. I bambini al contrario non lo capiranno per niente, il che al limite è un bene, xchè non faranno casino durante la proiezione.

Il lato negativo è dato da un doppiaggio sciatto anche se volenteroso (laddove quello di shark tale era sciatto e disinteressato, se non per il numero di zeri sull’assegno), dove il peggio è dato da michelle hunziker che non doppia e non interpreta, ma si limita gridare tutto sperando che nessuno noti i suoi danni (michelle, tu sei simpatica, ma il doppiaggio lascialo fare a chi sa farlo santocielo!), seguito da fabio de luigi, imparagonabile all’istrionismo del Ben Stiller originale (persino il leone recita fisicamente come la sua controparte vocale, ve lo garantisco!) e che, malgrado gli sforzi è grigio ed anonimo, fino ad arrivare ad Ale e Franz, i migliori comici in assoluto dello zelig e gli unici che hanno capito che doppiare è recitare ed entrare nel personaggio, non leggere il foglio che hai davanti (quello con tutto gli zeri, per intenderci).

Quindi, come capita ultimamente dobbiamo sdoppiare la valutazione, almeno fino al giorno in cui le voci italiane degli attori originali potranno riprendere il loro posto. O peggio, fino al giorno in shrek sarà doppiato da maria de filippi!

Il film 9

Il doppiaggio 5

  

            La guida galattica per autostoppisti

Per parlare adeguatamente di questo film bisogna fare un breve preambolo:

alla sua base si trova il libro più geniale, irriverente ed intelligente di tutti i tempi, basato prima su un programma radiofonico inglese, poi su una serie tv ed infine diventato una serie di 5 libri scritti dal grande e scomparso Douglas Adams che, per spiegarci, scriveva per i Monty Piton. E  se non li conoscete, non avete mai visto niente.

Ad ogni modo, di cosa parla la “guida galattica”? il primo romanzo, come il film del resto, parte dalla semplice distruzione del pianeta per fare posto ad una nuova autostrada galattica. Ma è chiaro fin dall’inizio che questo è solo uno spunto per fare della divertentissima satira sulla stupidità umana e sui danni che può fare e che fa ogni giorno.

Si salvano solo in 3, due umani ed un extraterrestre in gita esplorativa per la guida per cui lavora, indovinate quale?

Descrivere cosa accade dopo è impossibile, diciamo che ad esempio i personaggi verranno trasformati in divani, una balena si porrà domande sul senso della vita, un vaso di gerani dirà “oh no, di nuovo!” ed un gigantesco computer troverà la risposta alle grandi domande dell’universo,peccato che dopo bisognerà scoprire qual è la domanda!

Totalmente surreale, comico, satirico, pungente, irriverente, anticlericale(ma più il romanzo che il film, onde evitare roghi davanti ai cinema), filosofico e di rara intelligenza, il film come la serie da cui è tratto ci trasporta in un'altra visione del mondo e della vita, facendoci capire che lungi dall’essere al centro dell’universo, siamo forse all’estrema periferia e che dobbiamo ancora capire quanto siamo realmente fessi.

Questo film in patria, negli usa e nel resto del mondo è stato un enorme successo, i romanzi sono considerati ancora oggi dei capolavori di satira e di comicità, da noi sono nascosti dietro thriller copiati da cabarettisti e altri libri scritti da altri cabarettisti che pensano che per far ridere basta fare un accento strano. Se volete scoprire che esistono battute più intelligenti di “ahò” (sembra impossibile ma è così), se volete scoprire quanto può essere intelligente la comicità, fatevi un favore e andate a fare un giro nell’universo della guida galattica, così potreste scoprire come la guida stessa ci definisce: praticamente innocui.

Voto

Film 9

Romanzo 10

  

                                        The island

È ormai evidente che si va a vedere questo film per trovare una risposta alla domanda “cosa non ha funzionato?”

Il nuovo film di Michael bay, noto x dei blockbuster altamente distruttivi come “the rock” e “armageddon”, sembrava nato per essere il successo dell’estate Usa, ma si è rivelato invece quello che in patria chiamano “train wreck”, ovvero un disastro ferroviario!

Inevitabile quindi investigare le ragioni della catastrofe e cercare i responsabili.

Ebbene, il colpevole è uno e si chiama Michael Bay, ovvero lo stesso regista.

Qual è stato il problema?

Il film ha due anime che non solo non si miscelano bene, ma non si conoscono proprio.

Bay aveva delle ambizioni, grandi ambizioni, voleva dimostrare di essere il nuovo James Camerun, addirittura il nuovo Steven Spielberg, per questo motivo ha cercato ricreare le atmosfere di “Minority report” uniti al senso del Mega spettacolo degno di Camerun e ci ha aggiunto una chilata di Matrix e Matrix reloaded tanto x far vedere che anche lui sa farlo.

Il problema è che no, non era in grado farlo.

Bay è bravo, anzi bravissimo, a far esplodere le cose, ha creare degli inseguimenti lunghissimi e devastanti, a dare ritmo al film, in questo al momento è il migliore. Ma volendo dimostrare che può fare film con una sorta di morale sociologica, ha scoperto di non capirci un acca. Sempre posto che lo abbia capito.

Tutte le parti narrative sono diligentemente girate ma, come ha detto giustamente la mia complice di cinema Barbara, senza un filo di anima.

In pratica, Bay non ha un messaggio da lanciare al mondo e quelli inseriti nelle sceneggiature non li vede. Le legge, le gira, ma intanto pensa a come devastare la città con un inseguimento così lungo che dopo un po’ ti ritrovi a chiederti cose del genere “come ci siamo arrivati qui?”.

Così, tutti i momenti in cui il film avrebbe anche potuto avere un minimo di profondità spariscono senza lasciare traccia, sepolti sotto le macerie e se cominciate a provi delle domande sullo svolgimento dei fatti scoprite che le risposte non ci sono o sono almeno nebulose.

Inoltre, la similitudine più ovvia, quella con Matrix, uccide il film stesso e l’eccesso di riferimenti cinematografici di gente molto migliore di bay rende tutto il film un fritto misto di citazioni che potrebbe dar vita ad un quiz cinematografico, ma non a una storia coerente.

A questo si aggiunge una fotografia così leccata da essere into